Biografia
Il mio incontro con i cavalli è avvenuto molto presto, intorno ai tre o quattro anni. Durante le estati trascorse nella casa di campagna di famiglia, entrai per la prima volta in contatto con loro: fu immediatamente chiaro che non si trattava di una semplice passione, ma di qualcosa di viscerale. Alla loro presenza provavo un’intensa attivazione emotiva: gioia pura, meraviglia, rispetto, timore. Un senso di bellezza così forte da azzerare i pensieri e portarmi completamente nel presente.
A sette anni ebbi il primo vero approccio diretto e, senza saperlo, feci una promessa a me stessa: avrei continuato a cercare quello stato di pienezza, libertà e autenticità che solo i cavalli sapevano evocare. Le condizioni economiche familiari non mi permisero di praticare equitazione, lavoravo in pasticceria la domenica per permettermi di fare qualche passeggiata, ma i cavalli non uscirono mai dalla mia vita interiore. Anche quando erano lontani, restavano un riferimento emotivo costante.
Ogni volta che riuscivo a tornare in relazione con loro, accedevo a una dimensione di profonda connessione: natura, silenzio, corpo, respiro. Mi sentivo parte di un tutto, senza maschere, senza ruoli. Era come entrare nella mia pelle più vera.

Durante l’adolescenza, complessa e carica di conflitti interiori, quello spazio rappresentava l’unico luogo in cui mi riconoscevo davvero. Parallelamente ho praticato sport agonistico (kayak), ottenendo risultati importanti, ma lì scaricavo soprattutto rabbia e tensione. Ero attraversata da emozioni che non sapevo nominare né gestire: aspettative altrui, insicurezze, mancanza di riconoscimento, confusione identitaria. Ho imparato presto a controllare e reprimere le emozioni, pagando nel tempo il prezzo di esplosioni e implosioni emotive.
La psicologia mi ha sempre affascinata: cercavo strumenti per comprendere le persone e le dinamiche relazionali.
Nel 2006 ho partecipato a un weekend antropologico dell’associazione CinemAvvenire di Roma: è stato il primo vero lavoro su me stessa. Da lì ho intrapreso la formazione come Art-Counselor, utilizzando il cinema come mediatore emotivo, fino al conseguimento del diploma con una tesi in ambito aziendale sul benessere organizzativo e la produttività.
Quella formazione mi ha permesso di riconoscere, attraversare e trasformare molti nodi personali e professionali. Tuttavia, nonostante l’iscrizione all’albo, sentivo che mancava ancora qualcosa: una direzione pienamente coerente con ciò che ero.


La svolta è arrivata con un percorso di consapevolezza e crescita personale mediato dai cavalli. Nonostante il mio legame con loro, mi avvicinai inizialmente con scetticismo. Incontrare Alexandra Rieger e partecipare ai seminari Raidho ha rappresentato un punto di non ritorno: attraverso il lavoro con il branco ho chiarito chi ero, quale fosse il mio compito e come desideravo mettermi al servizio degli altri.
Dall’integrazione tra la mia formazione in Art-Counseling e le competenze come Raidho Trainer è nato il progetto Pet Counseling – Cavalli ed Emozioni, oggi evoluto in percorsi strutturati di crescita personale, supporto emotivo e accompagnamento nei momenti di fragilità, rivolti a singoli, gruppi, aziende e contesti sanitari.
Oggi lavoro con i cavalli come mediatori di consapevolezza, facilitando processi di ascolto, regolazione emotiva, autenticità e presenza. Il mio obiettivo è creare spazi sicuri in cui le persone possano riconnettersi a sé stesse, riscoprire risorse interiori e ritrovare direzione, forza e senso.