L’IMPORTANZA DEL QE E DELLO SVILUPPO DELLE COMPETENZE EMOTIVO RELAZIONALI

--L’IMPORTANZA DEL QE E DELLO SVILUPPO DELLE COMPETENZE EMOTIVO RELAZIONALI

L’INTELLIGENZA EMOTIVA è stata inserita tra le prime 10 competenze richieste entro il 2020 dal World Economic Forum.

Lo psicologo Daniel Goleman la definisce come:

la capacità di riconoscere i propri sentimenti e quelli degli altri e di saper gestire le emozioni in modo efficace.

Una qualità più rara di quanto si possa pensare.

“Avere dei Manager in grado di tradurre le loro forti competenze sociali e interpersonali in comportamenti e strategie di leadership sarebbe la base imprescindibile dell’Intelligenza Emotiva nelle organizzazioni. Questo crea le adeguate condizioni psicologiche e fisiche per far sentire i collaboratori motivati, apprezzati e degni di fiducia”.

Professor Cary Cooper della Manchester Business School

 

Oggi si tende a essere meno pazienti nei confronti dei leader ritenuti “cattivi capi”, ovvero coloro che non sono capaci di ascoltare, guidare e condividere i meriti. In pratica con i “capi che hanno poca intelligenza emotiva”.

Goleman

Ma a chi si devono affidare le aziende e come possono avere la possibilità di migliorare?

“Decenni di studi hanno dimostrato che i leader e i team migliori sono quelli con elevate capacità emotive e sociali, tra cui padronanza di sé, gestione dello stress, resilienza, empatia, influenza e lavoro di squadra – ci dice Goleman – queste sono le competenze che contraddistinguono i migliori performer del ventunesimo secolo”.

 

Per creare un ambiente di lavoro “emotional-friendly” dobbiamo aumentare l’intelligenza emotiva all’interno delle organizzazioni, assumendo persone con quelle specifiche competenze ma sopratutto sviluppare quelle di chi è già presente attraverso corsi e percorsi specifici volti alla crescita personale/professionale quindi al benessere, in quanto migliorare il benessere delle persone aumenta la produttività.

 

Quando si lavora, che lo si decida o meno, ci siamo con tutti noi stessi, con le nostre capacità, energia e dinamismo, ed anche con i propri blocchi e paure.

In azienda occorre saper accogliere e gestire le emozioni, non reprimerle. E’ normale che, sottoposti a pressioni forti, ci si arrabbi, si provino dolore e tristezza, paura e ansia. Invece la tendenza diffusa è quella di non esprimere queste emozioni e di tenersele dentro. Nemmeno la gioia ha molto spazio in azienda, se qualcuno è felice spesso la prima reazione è di insofferenza perchè si pensa che sia una distrazione.

La centralità delle competenza, complessivamente intesa come conoscenze (sapere), capacità (saper fare) e comportamenti (saper essere), fa si che le aziende debbano trasformarsi in vere e proprie organizzaziioni che apprendono, la cosiddetta learning orgagnization. Devono creare un clima favorevole allo scambio delle competenze implicite, non codificate nei manuali ma che esistono nella testa degli individui, che nascono dalla esperienza lavorativa, che si collegano alla capacità di comprensione dei contesti di azione, delle intuizioni e delle sensazioni.

Queste fanno la vera differenza tra un’azienda che partecipa e un’azienda che vince, nel gioco dell’attuale competizione.

Per avere successo bisogna sognare ad occhi aperti, sondare dentro di sé i propri gusti, trovare la passione per quello che si fa e iniziare un progetto di vita, della quale il lavoro è una parte inseparabile. Dando voce ai propri sogni si avvia il proprio cantiere e la riuscita passa attraverso tappe progressive che anche singolarmente devono essere soddisfacenti e gratificanti, quindi autonome. Infine la soddisfazione, ciò che da la felicità sul lavoro, il piacere personale, l’energia per ripartire per un nuovo progetto. Raramente però. Questo processo avviene naturalmente, nelle aziende emerge l’esigenza di accompagnare gli individui nella gestione delle complessità lavorative dei tecnicismi. Nato all’esterno delle aziende come relazione di aiuto per affrontare più efficacemente l’ambiente sociale, il Counseling viene con prudenza oggi utilizzato nei contesti lavorativi ma soprattutto all’estero. In Italia gli interventi nelle aziende sono più mirati a dei progetti in grado di aumentare la redditività ma non a migliorare il benessere e quindi la produttività delle persone alle quali viene chiesto di fare di più, quel più che non è mai sufficiente.

 

  “Negli ambienti incentrati sulla persona i collaboratori si sentono più apprezzati e connessi all’organizzazione e sono incoraggiati a esprimere e condividere le proprie emozioni e possono, conseguentemente, dare il meglio al lavoro a beneficio delle persone, del team e dell’intera organizzazione.” (chiusura di un articolo sull’Intelligenza Emotiva dell’Ansa).

Come è successo a me è necessaria l’esperienza della fatica, della gioia, del dolore, del conflitto; è necessario aver provato di persona che la crescita, nel pubblico e nel privato, attraversa zone grigie, dense di mistero, dove il conflitto è inevitabile e la scelta, con l’assunzione di responsabilità, una prova quotidiana.

 

Pet Counseling nelle aziende darà una svolta per il raggiungimeno del benessere dell’individuo e le relazioni intersoggetive e di gruppo favorendo la creatività per aumentare la produttività.

Il progetto Pet Counseling ha come obiettivo migliorare il benessere della persona e come conseguenza si avrà un aumento della produttività. Chi pratica questo tipo di percorso acquisirà un vero benessere esistenziale, avrà l’occasione di conoscersi profondamente nei propri punti di forza e di debolezza, imparerà ad essere presente a se stesso e gestire nel modo più produttivo e positivo le proprie emozioni, in un unica parola acquisirà piena consapevolezza di sé.

Nel percorso Pet Counseling ci sono dei collaboratori molto particolari; i Cavalli, vi chiederete perchè!

Perchè il lavoro con gli animali è un ambiente privo di giudizio e favorisce l’espressione di sé.

Perchè nello specifico il cavallo essendo un animale predato ha una sensibilità tale che supera quella della persona permettendo un lavoro a livelli molto profondi, altrimenti difficilmente raggiungibili.

Perchè i cavalli ponendosi ai nostri atteggiamenti e modalità come specchio, ci permette di scavare dentro noi stessi, alla ricerca di quella consapevolezza che ci serve per superare le difficoltà della vita personale e professionale: uno stato in cui le emozioni vengono osservati a distanza permettendo di focalizzare l’attenzione sull’origine dei problemi.

Perchè i cavalli hanno un raffinato sistema di neuroni specchio. Quando i cavalli si relazionano a noi, i loro neuroni specchio sono costantemente attivi e la cosa più sorprendente è che i cavalli non solo sentono le nostre emozioni, ma tendono a venire CONTAGIATI E AD AGIRE le emozioni di cui NON siamo consapevoli: ecco perché se siamo arrabbiati e non lo sappiamo, il cavallo può esprimere improvvisamente rabbia abbassando le orecchie; o se abbiamo paura e non lo sappiamo, il cavallo può sobbalzare inaspettatamente.

 

Il Pet Counseling è uno strumento di supporto che agisce sulle convinzioni ed atteggiamenti radicati, permettendoti di vederli e quindi trasformarli in energia volta a raggiungere i propri obiettivi.

 

Perchè funziona

Il relazionarsi con i cavalli con la conduzione del Art-Counselor ha davvero risultati di valore, in campo oltre le persone e questi nobili animali bisogna necessariamente avere coerenza, presenza, autenticità e verità. Non si può prescindere dall’essere onesti con se stessi per crescere.

 

Pet Counseling è un progetto esperienziale capace di restituire a chiunque ha il coraggio di mettersi in gioco con umiltà l’unicità della relazione con se stessi e “l’altro”, con l’aiuto dei cavalli.

  

Più competenze si hanno, più valore si ha sul mercato

 

Competenze che si sviluppano con il progetto Pet Counseling:

Consapevolezza emotiva: capacità di riconoscere le emozioni che si stanno provando e gli effetti che producono.

Capacità di autovalutazione: capacità di essere consapevole dei propri punti di forza e di debolezza.

Livello di autostima, di sicurezza e fiducia in se stessi: capacità di riconoscersi delle doti, dei meriti e delle possibilità.

Capacità di controllo emotivo e di mantenere la calma: capacità di tenere a bada eventuali reazioni distruttive.

Trasparenza ed autenticità: capacità di agire coerentemente con i propri valori e di saperli comunicare agli altri.

Adattabilità e flessibilità: capacità di adattarsi ai cambiamenti.

Spirito di iniziativa: capacità di cogliere le opportunità in maniera proattiva

Perseveranza e resilienza: orientamento a mantenere la motivazione alta nonostante ostacoli e problemi.

Orientamento a sfidarsi e migliorarsi: volontà di porsi sempre dei nuovi traguardi da raggiungere.

Capacità di perdonarsi e di tollerarsi: capacità di auto compassione e di tollerare, nel senso di ammettere la possibilità, di errori e critiche

Capacità di auto promuoversi: capacità di riuscire a far vedere agli altri il proprio valore senza essere aggressivi o arroganti.

Empatia: capacità di mettersi nei panni degli altri e di provare un autentico interesse per i loro problemi.

Capacità di riconoscere il clima emotivo all’interno di un gruppo: capacità di percepire lo stato emotivo prevalente all’interno di un gruppo.

Orientamento verso gli altri in una logica di servizio: interesse ad agire per produrre un valore per gli altri e non per affermare delle proprie volontà o competenze o superiorità

Capacità di individuare i tratti culturali prevalenti negli altri:

Capacità di capire quali sono le convinzioni e gli assunti culturali che condizionano il pensiero e l’azione degli altri.

Capacità di comunicazione ed uso accurato del linguaggio

Capacità di collaborazione

Capacità di ispirare gli altri

Capacità di valorizzare gli altri

Capacità di perdonare gli altri

Capacità di negoziare

Capacità di riconoscere le aspettative altrui

Capacità di fare networking

Capacità di gestire il conflitto

2019-06-24T15:33:04+00:00